Guarda la TV
Ora in onda: 01:40:50 - LA BELLEZZA OLTRE I RIFIUTI: PRESENTATO "IMMONDEZZA"
A seguire: 01:45:33 - RESPONSABILE TECNICO: TRA NUOVE PROSPETTIVE E OPPORTUNITÀ

SOTTOPRODOTTI: REGIONE EMILIA-ROMAGNA LAVORA SUL PRIMO ELENCO

Da residui del processo produttivo a vera e propria risorsa, in perfetta linea coi principi di economia circolare fissati dalla legge regionale numero 16 del 2015. In Emilia-Romagna, grazie al lavoro di squadra tra soggetti pubblici e privati, è arrivato finalmente il primo elenco dei sottoprodotti a cui possono iscriversi volontariamente, semplicemente tramite internet e un indirizzo di posta elettronica certificata, tutte le imprese del territorio il cui processo produttivo e le sostanze o gli oggetti da esso derivanti hanno i requisiti previsti dalla normativa vigente.

Per definire le buone pratiche tecniche e gestionali è stato pertanto costituito il Coordinamento permanente sottoprodotti, formato da rappresentanti della Regione, di Arpae, del Tavolo Regionale dell’Imprenditoria, di Confindustria e di Coldiretti, che ha già individuato sei filiere da coinvolgere: noccioli albicocche, noccioli pesche, sale da salatura carni, liquor nero, residui verdi mais e residui della produzione ceramica.

Per quest’ultima filiera, che in Emilia-Romagna vanta un distretto industriale molto importante, grazie alla collaborazione con Confindustria ceramica, una nuova determina della giunta regionale ha già individuato i quattro sottoprodotti del processo produttivo su cui concentrarsi: polveri e impasti di ceramica cruda, polveri da ceramica cotta e formati ceramici (integri o frammenti) crudi e cotti. Delle novità, degli scenari futuri in nome della prevenzione e degli aspetti ambientali da tenere in considerazione a riguardo si è dunque parlato ieri a Sassuolo durante un seminario, organizzato da Confindustria, che ha visto la partecipazione di numerose imprese e addetti ai lavori.

Tra i vari punti affrontati, dal dibattito è inoltre emerso che l’utilizzo dei residui produttivi può avvenire all’interno del medesimo ciclo produttivo secondo tre schemi (e non è ammissibile come utilizzatore l’intermediario) e che l’utilizzo di questi materiali non comporti danni all’ambiente o alla salute delle persone. Infine, ai soggetti che si iscrivono all’elenco verrà richiesto, annualmente, un report sulle proprie attività in modo che la Regione possa monitorare costantemente la situazione. Le interviste a Gianluca Rusconi di Confindustria Emilia-Romagna, Leonardo Palumbo della direzione Ambiente della Regione Emilia-Romagna è Marco Ranuzzi di Arpae Modena

Condividi: