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Ora in onda: 01:36:20 - RIFIUTI, BRAGA: "CRITICITÀ CREANO TERRENO PERMEABILE AGLI ILLECITI"
A seguire: 01:50:11 - CARTA, ALLARME CINA: DIFFERENZIATA A RISCHIO

IN SICILIA E' ANCORA EMERGENZA, CASSONETTI IN FIAMME A PALERMO

Nella notte per le vie di Palermo bruciavano ancora i cassonetti stracolmi di rifiuti.E se è vero che la giunta lo scorso 5 aprile ha approvato un piano stralcio di gestione dei rifiuti che punta ad accelerare le azioni di riduzione dei rifiuti e di aumento della raccolta differenziata, è altrettanto vero che con il guasto all’impianto di pre-trattamento della discarica di Bellolampo, Palermo è nel caos ma non è la sola.

Cassonetti incendiati, cittadini costretti a rinunciare alla processione della Madonna Immacolata a causa di 440 tonnellate di rifiuti ammassati ai bordi delle strade e amministrazioni comunali trasformate in signorine rottermeier pronte a bacchettare cittadini e commercianti sporcaccioni che abbandonano ancora i sacchetti per strada, come nel primo dopoguerra.

Si presenta così la Sicilia, come un film d’altri tempi, girato, però, ahinoi nell’aprile del 2018.  La “munnizza”, come la chiamano i siciliani, e i roghi ai cassonetti rischiano di offuscare il fascino mediorientale di Palermo capitale della Cultura oltre a creare problemi igienico sanitari, come a Canicattì, in provincia di Agrigento, dove per più di dieci giorni sacchetti maleodoranti sono stati lasciati per le vie del centro storico.

Ma per i cittadini residenti in alcuni comuni della Regione oltre il danno c’è la beffa: la Tari è in aumento con un rincaro minimo del 36,8% per chi abita da solo a un massimo del 59,5% per quei nuclei familiari composti da sei o più persone. Se da un lato i servizi sono un disastro, dall’altro, però, c’è l’ineducazione degli abitanti che troppo spesso abbandonano i rifiuti per strada o, per fare solo un esempio, conferiscono rottami ferrosi nella differenziata. Come a Messina dove, parallelamente ai controlli dell’amministrazione sulle regole del conferimento dei rifiuti troppo spesso violate dai cittadini strafottenti, a vigilare c’è la stessa polizia municipale, insieme con alcuni operatori scelti tra le fila della stessa società che si occupa dello smaltimento, la “Messina Servizi Bene Comune”. Lo stesso problema ce l’ha anche il sindaco di Gela Domenico Messinese che non riesce a far rispettare le regole e combatte contro l’abbandono illecito di rifiuti. E da questo discorso non è escluso il capoluogo che, come mostrano queste immagini del giornale di Sicilia, immortalano cuscini, vecchi divani e materassi nel parco della Villa Favorita, dove Ferdinando III di Borbone andava a caccia di fagiani e pernici. Una natura morta, in tutti i sensi.

Intanto Musumeci comunica chiaramente le intenzioni del governo regionale: “Ogni provincia si piange i propri rifiuti.  Vogliamo che il ciclo nasca e muoia all'interno della stessa provincia", ha detto il presidente. In programma c’è l’attivazione dell’impianto di trattamento meccanico biologico attigua alla discarica Cozzo Vuturo di Enna che dovrà essere operativo in due mesi. Il problema rimane una delle vasche, dalla quale c’è stata una fuoriuscita di percolato e i cui lavori di ripristino sono appena iniziati.

Palermo rimane, quindi, in cima alle priorità. Con il guasto all’impianto di pre-trattamento dei rifiuti a Bellolampo si acuisce l’emergenza. E’ bastato che si rompesse un semplice meccanismo per ricordare ai siciliani che l’emergenza non è più dietro l’angolo, l’emergenza è sul pianerottolo di casa pronta a invadere prepotentemente l’appartamento.

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