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"SALVA MARE", COSTA AL PARLAMENTO: «FATE PRESTO!»

Disegno di legge “Salva Mare”, approvato dal Consiglio dei Ministri solo pochi giorni fa, dissesto idrogeologico e cambiamenti climatici. Questi sono solo alcuni dei temi di cui il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, medaglia al merito di servizio del Corpo Forestale dello Stato e generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri, si occupa quotidianamente. Temi che sono al centro della prima puntata di “Un caffè con il ministro”, il nuovo format di Ricicla.tv.

Ministro la legge Salva Mare è uno dei primi successi che porta a casa questo governo, in cosa consiste?
«Consiste nel consentire ai pescatori di riuscire a essere coloro che aiutano il mare a pulirlo dalle plastiche. Oggi la norma vieta ai pescatori che accidentalmente trovano dei rifiuti impigliati nelle proprie reti di portarli all’isola ecologica. Il codice dell’ambiente, infatti, dice che chi fa questo tipo di attività è considerato un trasportatore illecito di rifiuti e addirittura per loro c’è un rilievo di tipo penale. Noi abbiamo cambiato questa legge e abbiamo detto che i pescatori che rinvengono rifiuti accidentalmente sono alleati del mare e del Paese. Pochi sanno che l’Italia ha la flotta di pescherecci più grande dell’intero Mediterraneo. Pensi però che il 50, quindi la metà, di ciò che loro pescano è rifiuto, e di questo la stragrande maggioranza, il 90% circa, è rifiuto plastico. Poi c'è la seconda parte del provvedimento, che verrà invece a fine primavera, quella delle plastiche monouso che abbiamo dovuto “spacchettare” dal momento che stiamo aspettando la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea della Direttiva di recente approvata che mette al bando tutte le plastiche usa e getta. Per finire, voglio dare una bella notizia a tutti gli italiani: abbiamo avuto dalle Nazioni Unite ufficialmente il mandato di organizzare, dal 2 al 5 dicembre di quest'anno, la conferenza internazionale sul mar Mediterraneo, che si terrà a Napoli. Il mio auspicio è che in occasione di questo momento forte di discussione si possa arrivare a definire misure concrete, per esempio la costituzione di aree marine protette transnazionali».

Un altro grande tema che riguarda il nostro Paese è quello del dissesto idrogeologico. Recentemente l’Ispra ha pubblicato l'annuario dei dati ambientali che scatta la fotografia di un’Italia ancora troppo vulnerabile, troppo fragile.
«Questo governo sul dissesto ha un pensiero molto chiaro: abbiamo liberato 11 miliardi di euro, di cui più di 3 miliardi già nel 2019, sia per la parte emergenziale, quindi Protezione Civile, sia per la parte strutturale, cioè la prevenzione. È chiaro che più ne diamo alla prevenzione, meno li dovremo dare all’emergenza. La prevenzione però deve essere una prevenzione “smart”, veloce. Per questo abbiamo fatto un “drafting”, cioè una ripulita di tutte le norme che si erano affastellate in materia, e ne abbiamo fatto un testo unico che abbiamo chiamato “Cantiere Ambiente”, velocizzando le procedure. Oggi ci sono cantieri che non riescono a produrre l'esito che dovrebbero produrre in meno di 7 anni. Noi li portiamo invece a18 mesi. Quindi più di una velocizzazione».

Lei ha partecipato di recente alla giornata ONU per il pianeta, poi è stato a New York. Qual è l'immagine che all'estero si percepisce del nostro Paese dal punto di vista ambientale?
«Lo dico con grande soddisfazione: abbiamo acquisito una posizione di chiara leadership ambientale nell'Unione Europea. Tanto è vero che già a ottobre dell'anno scorso abbiamo deciso di tagliare la CO2 del 35%, quindi ben oltre l’accordo di Parigi. Questo nonostante anche noi siamo un paese produttore, di auto per esempio, e per tanto tagliare le emissioni in atmosfera equivale a fare un sacrificio forte. Questo ci garantisce una posizione di leadership nel dibattito sui cambiamenti climatici, che oggi sono il grande tema sul quale ci dobbiamo confrontare come pianeta. Le decisioni prese a Nairobi, per esempio, sono state importanti sul pacchetto economia circolare a livello planetario, e questo è molto bello, ma non ci sono state invece per esempio sul tema della deforestazione. Noi abbiamo chiesto una riforestazione molto forte, che in Italia stiamo facendo già, ma che nel resto del mondo non si fa come la immaginiamo noi. Abbiamo poi chiesto l’introduzione di vincoli a livello planetario per la tutela dei mari, mentre al momento i vincoli ce li siamo dati solo a livello europeo. C'è ancora una forma di resistenza, e di fronte a quella resistenza abbiamo una forte leadership, siamo ascoltati. Sono convinto che piano piano riusciremo a far muovere questo pachiderma, che a volte fa fatica a decidere, che si chiama pianeta. Ci stiamo riuscendo, perché già portare a casa il pacchetto economia circolare non è un risultato di poco conto».

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