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ROMA, L'IRA DEGLI AUTODEMOLITORI: "RISCHIAMO LA CHIUSURA"

Sono scesi in piazza per gridare il loro “no” alla chiusura. Una chiusura che sembra imminente per 100 tra autodemolitori e rottamai romani, ai quali se entro le prossime 72 ore non verranno rinnovate le autorizzazioni ad operare, non resterà che chiudere i battenti. Ma gli sfasciacarrozze, o sfasci come vengono chiamati nella Capitale non ci stanno e invocano il piano comunale di delocalizzazione atteso da più di vent'anni e rimasto fino ad oggi soltanto sulla carta. Nel 1997, con un accordo di programma si stabilì infatti di spostare fuori dal perimetro del raccordo anulare le imprese di autodemolizione e recupero di rottami di Roma operanti in aree della città ritenute non più idonee, perchè troppo vicine ai centri abitati, a zone di interesse paesaggistico o naturalistico o a vocazione agricola. Un piano che nessuno però ha mai messo in atto. Le 100 e più imprese individuate operano da allora in una sorta di limbo amministrativo sulla base di autorizzazioni provvisorie rilasciate a singhiozzo.

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