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RIFIUTI, LE CORRETTE MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE DELLE CARATTERISTICHE DI PERICOLO

Agosto del 2017: viene emanata la legge 125 che stabilisce nuovi criteri per catalogare i rifiuti pericolosi. Il nuovo testo chiarisce che per la classificazione dei rifiuti da parte del produttore, che deve attribuirgli il codice Cer appropriato, devono essere applicate le nuove regole previste dalla decisione 955 del 2014 dell'Unione Europea e dal regolamento dell'Unione numero 997 del 2017 per quanto riguarda la caratteristica di pericolo HP 14, ovvero rifiuto “ecotossico”. Una legge, si legge nella relazione che l'accompagna, che nasce dall'esigenza di superare le disposizioni del Testo Unico Ambientale con i maggiori profili di criticità. Ma cosa prevede la nuova disposizione? In sostanza dal luglio del 2018 nella classificazione dei rifiuti e attribuzione del codice di pericolosità si alza l'asticella dei parametri inquinanti, con particolare riferimento a metalli pesanti e idrocarburi.

Ma come si comportano gli addetti alla classificazione dall'agosto scorso, rispetto a una legge che diverrà esecutiva tra tre mesi? Ognuno fa come ritiene più opportuno. Nel caos normativo nel quale si muovono gli esperti è sceso in campo il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei chimici, che su sollecitazione del più grande studio di consulenza del Lazio facente capo al gruppo Maurizi, è intervenuto emanando una nota datata 28 febbraio 2018. La nota adotta da subito il regolamento 997 del 2017 per la classificazione dei rifiuti come ecotossici e abbassa nuovamente i parametri dei livelli di concentrazione degli inquinanti. Proprio dallo studio Maurizi è partita l'iniziativa a tenere un workshop per spiegare agli operatori di settore imprese e istituzioni Come comportarsi di fronte alle analisi commissionate da che opera nel settore dei rifiuti almeno fino all'entrata in vigore della legge.

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