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RAMOGEPOL 2018, COSÌ SALVEREMO IL MARE DAI DISASTRI AMBIENTALI

Cosa succederebbe se da una nave cisterna fuoruscissero 200 tonnellate di olio combustibile? Sarebbe un disastro ambientale di portata internazionale. Ed è proprio per non farsi trovare impreparati davanti a possibili catastrofi ed essere capaci di arginarne i danni che nel lontano 1976 Italia, Francia e Principato di Monaco hanno firmato un accordo con l'obiettivo di proteggere il Mediterraneo dall'inquinamento salvaguardandone la biodiversità.

"Tre stati - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Sergio Costa - sono d’accordo su un elemento: l’inquinamento marino è da contrastare non soltanto in termini emergenziali ma anche in termini preventivi".

Quell'accordo si chiama Ramoge e prevede, con cadenza annuale la pianificazione di una simulazione di emergenza causata da inquinamento accidentale. Quest'anno è toccato all'Italia. Così, il ministero dell'Ambiente ha organizzato nei pressi delle bocche di Bonifacio, in prossimità dell'arcipelago della Maddalena, l'esercitazione RAMOGEPOL 2018.
Una nave cisterna messa a disposizione da Eni, a causa di un'avaria e condizioni meteo avverse che l'hanno condotta fuori rotta, urta contro uno scoglio della secca dei monaci a 1,8 miglia a est di Caprera. Con la collisione si crea una falla nello scafo dalla quale fuoriescono 200 tonnellate di fuel oil, sostituiti per l'occasione da della lolla di riso, un prodotto inerte in mare per simulare il comportamento degli idrocarburi del petrolio. La prima cosa da fare è soccorrere i 4 feriti che si trovano a bordo.

 

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