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FERRARA, LABORATORIO DI SOSTENIBILITÀ

La sostenibilità come unica vera prospettiva di sviluppo, l'economia circolare come paradigma di un nuovo sistema di produzione e consumo. L'anno della pandemia, che ha drammaticamente sottolineato la frattura profonda tra ambiente, salute ed economia, è anche l'anno dell'entrata in vigore dei decreti che recepiscono in Italia le direttive europee sull'economia circolare e che fissano nuovi, ambiziosi obiettivi di gestione dei rifiuti: tra gli altri il raggiungimento entro il 2035 del 65% di riciclo e il taglio dei conferimenti in discarica al 10%.  All'orizzonte per il nostro Paese c'è poi l'appuntamento con il Recovery Fund, che la Commissione europea intende trasformare in un autentico acceleratore della transizione sostenibile

I temi dell'economia circolare e del rilancio sostenibile del Paese nei giorni del Covid 19 sono stati al centro di una tavola rotonda promossa a Ferrara dal Centro ricerche documentazione e studi nella cornice del Festival dello Sviluppo Sostenibile Senza dimenticare che Ferrara con il suo polo petrolchimico, dove la prima produzione su scala industriale del polipropilene garantì a Giulio Natta il nobel per la chimica nel 1963, è la capitale italiana della plastica e, come tale, candidata naturale al ruolo di laboratorio per il futuro sostenibile di un materiale tanto avversato quanto prezioso. Curiosamente, proprio il propilene inventato da Natta è il materiale utilizzato per produrre le comuni mascherine chirurgiche azzurre indossate ogni giorno da milioni di italiani e che un progetto messo a punto dal centro ricerche documentazione e studi di Ferrara punta a riciclare per trasformarle in nuova materia prima

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