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END OF WASTE, LA STRADA VERSO LA SEMPLIFICAZIONE

Con una controversa sentenza della scorsa primavera, il Consiglio di Stato ha stabilito che solo il Ministero dell'Ambiente e l'Unione Europea hanno il potere di definire criteri di cessazione della qualifica di rifiuto. Ovvero i cosiddetti criteri "end of waste", quelli che servono per stabilire se, al termine di un trattamento, i rifiuti sono stati effettivamente riciclati, cioè trasformati in nuovi prodotti pronti per essere immessi sul mercato. Se prima della sentenza questi criteri potevano essere stabiliti "caso per caso" anche da enti come provincie e regioni all'atto del rilascio delle autorizzazioni agli impianti, oggi invece questo non è più possibile. Tanto che il mondo del riciclo in Italia è di fatto paralizzato, nessuna nuova autorizzazione viene rilasciata mentre è a rischio il rinnovo di quelle già in essere e in via di scadenza. E allora, quali prospettive per il comparto all'alba delle sfide introdotte dal pacchetto europeo di misure sull'economia circolare? Abbiamo provato a capirlo in compagnia di David Roettgen, giurista ambientale, Rosanna Laraia, dirigente ufficio rifiuti dell'Ispra, Andrea Fluttero, presidente di Fise Unicircular e Stefano Leoni, della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il talk è stato realizzato con il contributo di Assopirec.

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