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ECOMONDO 2016 - FORUM RAEE, IL SISTEMA ITALIANO ALLA PROVA DEI TARGET UE

Sono poco meno di 211mila le tonnellate di Raee raccolte in Italia nei primi dieci mesi del 2016 - pari a circa 4 kg per abitante - con un aumento del 14% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Un aumento consistente, che potrebbe però non bastare a raggiungere i target europei di raccolta sull'immesso a consumo introdotti dal d.lgs. 49 del 2014, pari al 45% (circa 7,5 kg/ab) a partire dal 1°gennaio 2016, ed all’ancora più ambizioso target del 65% (10 kg) fissato al 2019.

 

«Nel 2016 i sistemi collettivi dei produttori che fanno capo al Centro di coordinamento hanno aumentato le rispettive raccolte, tuttavia è molto probabile che non riusciremo a raggiungere il target del 45%» conferma Giancarlo Dezio, presidente del Cdc Raee. I target, del resto, erano sfumati già nel 2015, a fronte di una raccolta da 249.254 tonnellate di Raee, con un aumento dell’8% rispetto al 2014. Tradotto nel dato pro capite, la raccolta aveva superato (di poco) i 4 kg per abitante l’anno, rimanendo ancora molto lontana dall’obiettivo europeo dei 7 kg e mezzo circa. Uno scenario destinato molto probabilmente a riproporsi anche nel 2016, stando a quanto emerso nel corso del Forum Raee, l'incontro promosso nell'ambito di Ecomondo 2016 da Assoraee e Centro di coordinamento Raee.

 

«La raccolta in Italia sta crescendo sensibilmente - spiega Fabrizio Longoni, direttore generale del Cdc Raee - siamo lontani dai target, ma la strada intrapresa è senza dubbio quella giusta. A questo dovrebbe contribuire anche la recente introduzione dell'1 contro 0 (la possibilità di consegnare gratuitamente i Raee di piccole dimensioni alla gdo senza obbligo di acquisto equivalente, ndr) che però necessita di un lungo percorso per entrare a regime, come è già stato per l'1 contro 1, che oggi forse è un po' più conosciuto da parte dei consumatori».

 

Accanto alle criticità sul fronte della raccolta ci sono poi quelle che riguardano le imprese del trattamento, che allo stato attuale rischiano di pagare a caro prezzo le oscillazioni del mercato dei materiali riciclabili ricavati dai Raee. «L’andamento dei prezzi delle materie prime ottenute dal trattamento dei Raee ci mette di fronte ad una verità incontrovertibile: l’economia circolare non può essere lasciata esclusivamente ai meccanismi del mercato - dice Giuseppe Piardi, presidente di Assoraee - ma ha bisogno di essere accompagnata da meccanismi e misure appropriate che ne consentano l’affermazione e lo sviluppo».

 

In questi ultimi anni, lamentano le aziende del trattamento, il valore delle materie prime seconde (ferro, rame, plastica, alluminio e così via) ha raggiunto livelli fortemente critici con conseguente riduzione dei ricavi generati dal settore, in presenza di un quadro normativo che spinge le aziende a costi incrementali, cui si aggiungono le specifiche richieste dei maggiori produttori tramite i consorzi. Secondo Assoraee, il corrispettivo che gli impianti di recupero ricevono per il servizio di trattamento dei rifiuti deve tenere conto delle quotazioni correnti sul mercato dei materiali trattati, in calo in questi ultimi anni e comunque soggette a continue oscillazioni. Finchè i prezzi di mercato delle materie riciclate non rifletteranno la scarsità crescente delle risorse nel lungo periodo, occorre che il trattamento venga remunerato assicurando i processi necessari per ricavare dai rifiuti materiali riciclati di qualità, ottenuti nel rispetto dell’ambiente e della salute.

 

Proprio per garantire standard di trattamento elevati e quindi la corretta concorrenza tra le imprese del riciclo, il recente Accordo sul trattamento dei Raee, sottoscritto dal CdC e dalle principali associazioni delle aziende di trattamento ha previsto l’elaborazione di un indice con riferimento alle quotazioni sul mercato delle materie plastiche ottenute dal trattamento; indice che attualmente è in corso di definizione e che dovrebbe essere applicato ai prezzi del servizio nell’ambito dei contratti dei Sistemi collettivi con i riciclatori. «La recente revisione dell’accordo sul trattamento dei Raee - spiega Piardi – va nella giusta direzione di garantire l’applicazione di standard di qualità del trattamento ai più alti livelli in Europa, in attesa dell’adozione del Decreto sul trattamento adeguato che consentirà controlli efficaci e pari condizioni operative agli impianti di trattamento a garanzia della libera concorrenza sul mercato».

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