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LA TERRA NON CRESCE, IL SUO FUTURO È IL NOSTRO

Almeno 200 siti contaminati e un invito a bonificarli tutti nel più breve tempo possibile. È il 2003, ma l’Italia ignora la procedura d’infrazione minacciata dall’Europa che in capo a un anno, attraverso la Corte di Giustizia, condanna il nostro Paese a pagare una multa di di 42milioni e 800mila e a sanzioni semestrali nella misura di 200mila euro per ogni discarica di rifiuti non pericolosi non ancora messa in sicurezza, e 400 per quelle contenenti rifiuti pericolosi.

Da quel momento il Ministero per l’Ambiente adotta una contromossa e adopera le risorse che può per la bonifica dei siti, arrivando a metterne in sicurezza 132, ma bisogna arrivare al 2017 perché il Governo italiano decida di accelerare la risoluzione del problema. È il marzo di un anno fa quando viene istituita una struttura di missione guidata dal Generale dell'Arma dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale.

La task force messa a disposizione dall’Arma dei Carabinieri di nove militari, di cui tre Ufficiali, ha sede presso il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari di Roma – C.U.F.A. – che supporta la missione del Commissario per gli aspetti logistici e amministrativi. La parola d’ordine della struttura di missione è: cooperazione. La squadra di Governo da marzo scorso ha tenuto 105 riunioni con gli enti territoriali,, redatto 13 rapporti per i magistrati di nove procure italiane, effettuato 88 sopralluoghi in altrettanti siti di discarica, 25 dei quali in situazioni particolarmente delicate. Ha già svolto 216 le missioni su tutto il territorio nazionale, missioni che hanno rilevato situazioni particolarmente complesse in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Abbruzzo.

E proprio per restituire terra alla terra sono stati tanti gli interventi eseguiti. Tanti quelli ancora da effettuare, ma il cronoprogramma del commissariato è chiaro: 20 discariche ogni anno da portare fuori dalla procedura di infrazione per arrivare al 2020 e azzerare il debito economico con l’Europa, quello morale con l’ambiente e con i cittadini ai quali i carabinieri forestali da sempre e attraverso un lavoro di intelligence e sensibilizzazione condito di passione, amano ricordare che la terra è la nostra casa ed è una casa che non cresce.

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