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CSS, DA AIREC E CISAMBIENTE L'APPELLO PER UN TAVOLO TECNICO

Un tavolo tecnico che metta assieme il mondo delle imprese e i tecnici del Ministero dell'Ambiente con l'obiettivo di definire un quadro normativo che agevoli la sostituzione del combustibile da rifiuti ai tradizionali combustibili fossili in impianti produttivi come i cementifici e le centrali termoelettriche. Questa la proposta fatta pervenire al dicastero di Via Cristoforo Colombo da Airec, associazione dei produttori di CSS, e Cisambiente, il ramo di Confidustria che unisce le imprese attive nel settore dell'ambiente e delle energie rinnovabili.

Paesi come l'Austria o la Germania già nel 2015 sostituivano il 60% del combustibile fossile utilizzato nel ciclo di produzione del clinker con combustibile da rifiuto. Nello stesso anno, invece, l'Italia faceva registrare appena un 13%. Ad oggi, su 31 cementerie esistenti, solo 15 utilizzano css e in molti casi la loro capacità ricettiva è limitata al 30% del combustibile totale impiegato nel ciclo, ben al di sotto quindi delle reali potenzialità.

Stando agli ultimi dati Ispra, nel 2017 l'Italia ha prodotto un milione 300mila tonnellate di css. Di queste, 400mila sono finite in inceneritore, mentre 800mila sono state utilizzate in impianti elettrici o cementifici. Attenzione però, perchè di queste circa 130mila sono state spedite fuori dai confini nazionali. E non va meglio per il css end of waste, ovvero il css che in virtù delle sue caratteristiche chimico fisich e può essere considerato un prodotto e non un rifiuto, secondo quanto sancito da un decreto firmato nel 2013 dall'allora ministro dell'ambiente Corrado Clini.

 

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