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CIEPEC, GALLETTI: «ACCORDO REMTECH-FECO È GRANDISSIMA OPPORTUNITÀ»

Si stima che in Cina le aree da bonificare siano comprese tra gli 1 e i 2 milioni di lotti di terreno. Basterebbe questo dato a capire quale potenziale di azione rappresenti la RPC in questa nuova, recente fase storica, durante la quale il governo cinese ha introdotto progressivamente obiettivi sempre più stringenti di tutela dell'ambiente, per prevenire i rischi ambientali ed attenuare le emergenze già rilevate. I primi target al 2020 sono solo approssimativi perché manca ancora un vero e proprio censimento completo, ma la volontà politica è forte. A snocciolare i dati è stato Jiang Lin, presidente del centro di ricerca Municipale di Pechino per la protezione ambientale, nel corso del workshop dedicato al programma di Cooperazione Italia-Cina per la protezione ambientale.

 

«C'è un grande impegno delle aziende italiane in Cina - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - ed io ne sono soddisfatto per due motivi. Il primo perchè abbiamo il dovere etico di mettere a disposizione il nostro know how, la nostra tecnologia ed innovazione a quei paesi che oggi devono affrontare quei problemi ambientali che noi già da anni affrontiamo in Italia avendo avuto una storia industriale più lunga. E penso che ciò sia importante anche perché i problemi ambientali sono problemi globali, i problemi ambientali cinesi sono anche problemi italiani perché il clima non ha confini e l'inquinamento è planetario, non di una nazione o di un continente. Il secondo punto - ha aggiunto il ministro- è il beneficio economico perché il mercato cinese è molto più grande del nostro ed é un mercato che richiede servizi e infrastrutture come quelli che noi siamo capaci di fare».

 

Non a caso il focus di quest'incontro, centrale per la missione italiana al CIEPEC, è stato dedicato al tema della Soil Remediation e quindi allo sviluppo del mercato delle bonifiche dei terreni inquinati. Ad inaugurare il workshop, il direttore generale del Ministero dell'Ambiente, Francesco La Camera, e il direttore generale del FECO/MEP, Chen Liang, che hanno sottolineato l'importanza dell'amicizia Sino-Italiana sul fronte ambientale. La Camera ha spiegato come le criticità ambientali cinesi siano rapportabili a quelle vissute dal nostro Paese in seguito allo storico miracolo economico del dopoguerra, permettendoci di sviluppare un'esperienza notevole ed applicabile al caso cinese. Chen Liang ha ricordato come la collaborazione tra Italia e Cina sul fronte della sostenibilità ambientale siano iniziate nel 2000, e quindi ormai vadano avanti da quasi 18 anni, segnando una serie di momenti simbolici, come quello dell'Expo di Shanghai del 2010.

 

Il piano di azione cinese richiama, soprattutto per il suo potenziale economico e di sviluppo dato dalla disponibilità di capitali, numerose imprese della green economy italiana, che hanno portato le proprie esperienze nella parte centrale del workshop pomeridiano. In questo senso il ruolo del gigante cinese diventa sempre più centrale su scala mondiale dopo che gli Stati Uniti si sono smarcati dall'accordo di Parigi. A margine dei lavori il dg di Feco, Chen Liang, si è salutato formalmente con il direttore di Ferrara Fiere, Filippo Parisini, accettando un suo regalo ed il rinnovo dell'invito a partecipare a RemTech Expo 2017, tre giorni in programma a partire dal prossimo 20 settembre. «Quello tra RemTech e Feco è un accordo determinante - ha dichiarato il ministro Galletti - perché aiuterà a portare la nostra migliore tecnologia, quella che mostriamo a RemTech ogni anno, all'attenzione del mercato cinese e a farlo anche con l'appoggio del governo cinese e degli operatori cinesi: credo che sia una grandissima opportunità».

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